BRESSANONE, UNA CITTA' VESCOVILE
A 40 km dal capoluogo Bolzano, ecco appunto
Bressanone, Brixen in tedesco. “Da Mezzocorona in su son tutti bilingue”, è
un’altra perla che mi giunge prima del viaggio. Qui la gente parla italiano
male, è costretta a parlarlo dalle vicissitudini della Prima Guerra Mondiale,
quando questa parte di Austria fu presa dalle nostre truppe. Poi i fascisti,
furono molto chiari: “O vi italianizzate o ve ne andate oltre confine!”, chi è
rimasto spero abbia avuto le sue buone ragioni…C’è qualcuno che parla italiano
qua e là, ma si è adattato benissimo alle esigenze del luogo. Qualcuno (molti)
parla tedesco e vive alla grande. Qualcun altro ancora parla ladino, capisce
niente né di quello che dicono gli italiani né di quello che dicono gli
austriaci, e per questo vive ancora meglio di tutti.
Ma ci sono le Dolomiti… ah le Dolomiti!
Bressanone non sarà l’Ibiza dell’Alto Adige, ma fa del suo opposto un’arma
vincente. A chi piace fare escursioni, a chi piace andare in bici, a chi piace
sciare o semplicemente starsene in pace per un po’. Per la gioia dei mariti in
dicembre Bressanone poi, offre uno dei mercatini di Natale più imponenti della
Regione.
I piatti tipici sono quelli soliti: lo strudel,
i canederli, i crauti…. Qui lo Spritz lo chiamano Veneziano, ma comunque come
aperitivo va per la maggiore l’Hugo, ideato solo 10 anni fa e diffusosi
velocemente oltre i confini, è un cocktail a base di prosecco e sciroppo di
sambuco.
Spirito cordiale e ospitale e burberia montana,
tutto si intreccia in questi luoghi. A dire la verità vince la prima, ma
qualche buon montanaro di vecchio stampo rende più caratteristico e suggestivo
il tutto. Poco importa questo però, quando il tempo è clemente il paesaggio
rende inutile qualsiasi altra considerazione. Non resta che innalzare i propri
bicchieri di Hugo e..”Prosit!” un brindisi al vescovo e ti sei calato nello
spirito giusto.
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