giovedì 22 ottobre 2015

A Cavour in bicicletta


A CAVOUR IN BICICLETTA



Dati Tecnici:
PUNTO DI PARTENZA& DI ARRIVO: PARCO LE VALLERE – META: ROCCA DI CAVOUR
CHILOMETRI PERCORSI: 110,3 - DISLIVELLO: 200 mt (quelli della Rocca)
ORE EFFETTIVE IN BICI: 6,5
MEDIA: 17 KM/H

Paesi attraversati:
Moncalieri – Villastellone (via Tetti Sapini) – Carignano – Osasio – Virle – Vigone – Villafranca Piemonte (via ciclo strada Airasca/Villafranca) – Cavour (su Ciclostrada) – Rocca di Cavour – Cavour (pausa pranzo) – Garzigliana – Macello – Buriasco –Appendini – Scalenghe – Pieve di Scalenghe (via ciclo strada Airasca/Villafranca) – Airasca – None – Parco di Stupinigi – Nichelino - Moncalieri

Premessa. Questo me lo sono inventato io, di sana pianta. Ovviamente affidandomi ad una mappa che segnalasse anche le stradine più piccoline, una IGC, tanto per intenderci. Ho fissato la meta, la Rocca di Cavour e sono partito, da un punto accessibile a tutti, il Parco delle Vallere, al confine tra Moncalieri e Torino. Mi sono lasciato trasportare dalle tante e poco conosciute ciclo strade della nostra Regione.Dovevo provare a me stesso e non solo, che è possibile trascorrere un’intera giornata attraversando strade secondarie le quali ti permettono di scoprirepiccoli paesini che sul percorso si possono incontrare. Così come deve essere il cicloturismo, una scoperta e soprattutto un qualcosa di accessibile a tutti. Perché questo percorso, in tutto od in parte può essere fatto agevolmente da chiunque, ciclisti che voglio allenarsi o famiglie che vogliono trascorrere una giornata diversa dalle altre.

Ed è così che… pronti, partenza, via…
‘La giornata, anche se velata, è mite. E’ il primo week end autunnale e dopo aver abbandonato la mia bici per tutto il periodo estivo facendomi quasi sentire un traditore nei suoi confronti, decido di avventurarmi su nuove strade.
I primichilometri corrono veloci, tra strade conosciute e piccolivicoli di campagna per giungere prima a Carignano e poi suprovinciale, per fortuna poco trafficata, a Vigone. Ovviamente c’è il tempo per una furtiva visita ad Osasio (dove in piazza tanti anni prima avevo assistito ad un concerto) e Virle, con le sue belle chiese e i suoi ben due banchi di mercato del sabato mattina… quale felice tranquillità!

A Vigone non mi posso sbagliare, qualche mese prima avevo percorso la bella ciclo strada, ricavata su vecchia ferrovia (quante se ne potrebbero fare in tal senso nel nostro paese!) che porta a Villafranca… ma mi sbaglio, tanto da doverla prendere qualche chilometro più avanti. Villafranca non la attraverso, vedendo le indicazioni della ciclo strada, di quattordici chilometri, che mi conducono direttamente alla mia meta. Perché Cavour? Per tanti motivi tra cui il ricordo, vago, di una gita scolastica in punta alla Rocca. Così arrivato a destinazione e dopo aver visitato il centro intraprendo via Barge e salgo i pochi, ma durissimi chilometri che mi separano dalla vetta. Peccato per la foschia, perché dalla Rocca si possono scorgere panorami infiniti sulla pianura pinerolese-torinese, fin verso il cuneese.

Contento di essere salito, scendo dal versante nord, più tecnico (non per altro è indicato come pedonale) e mi ritrovo in piazza, dove in un piccolo bar consumo il mio pranzo, fatto di tramezzini e una meritata coca cola. Una mezz’oretta di riposo, dopo oltre 60 chilometri percorsi e riprendo la via del ritorno. Sto attento nel seguire le indicazioni della cartina e decido per una strada alternativa. Purtroppo i primi quattro chilometri sono sulla trafficata statale di Pinerolo, ma appena posso svolto a destra attraversando Garzigliana, Macello e Buriasco, dove riempio la mia borraccia di acqua fresca, quell’acqua che mi permetterà di avere l’energia necessaria per arrivare a Torino.


Da qua in poi la strada la conosco abbastanza bene, tutto su strade di campagna, dove gli unici mezzi motorizzati sono i trattori, devio per la frazione di Appendini, arrivo a Scalenghe e riprendo la ciclostrada per Airasca, passando per stazioni abbandonate, passaggi a livello ormai inesistenti e ammirando ancora una volta il bel Santuario di Pieve di Scalenghe. Le gambe intanto chiedono un po’ di riposo, ma decido di accelerare e togliermi dal traffico di None e giungere il più velocemente possibile nel Parco di Stupinigi, dove l’andatura si fa più dolce, l’assenza di auto e la solitudine mi permettono di godere di un’atmosfera di pace e la vista in lontananza della palazzina mi permettono di rallentare… l’arrivo e la doccia tanto sospirata non sono più un miraggio. Ancora il tempo di attraversare Nichelino e Moncalieri. Pochi chilometri e arrivo a casa! Anche la Rocca di Cavour, pedalata dopo pedalata, è stata conquistata’. 

Nessun commento:

Posta un commento